Bhandari (C. Threadneedle): “Tech, pochi paralleli con la bolla delle dot-com” - Citywire

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Bhandari (C. Threadneedle): “Tech, pochi paralleli con la bolla delle dot-com”

Bhandari (C. Threadneedle): “Tech, pochi paralleli con la bolla delle dot-com”

Il mondo delle startup ha sempre meno liquidità e i fondi di venture capital sono sempre più accorti quando investono in compagnie tecnologiche. E sempre più gestori di fondi fanno notare che i titoli che fanno parte del Nasdaq 100 sono sopravvalutati e hanno molte delle caratteristiche di una seconda bolla del tech. Siamo dunque sul punto di viaggiare a ritroso nel tempo e rivivere il crollo delle dot-com del 2000?

Maya Bhandari, gestore specializzato in multi asset di Columbia Threadneedle, non la pensa così.

“Il tecnologico è un settore a cui guardiamo con favore”, spiega. “Compagnie come Google, Amazon e così via hanno un netto vantaggio competitivo che non si può colmare così facilmente. Sono titoli costosi per un motivo valido”.

Venerdì 9 giugno però i titoli delle cosiddette società “Faamg” (oltre alle di cui sopra, anche Facebook, Apple e Microsoft) sono precipitati dal trono di Wall Street perdendo fino al 4,5%.

“Certo”, ammette la portfolio manager del fondo Threadneedle (Lux)-Glob Multi Asset Income AU, “ci possono magari essere dei paralleli con la bolla del 2000, però la vera differenza sta nel fatto che allora le valutazione erano alte ma mancavano i profitti, cosa che non si può certo dire riguardo la situazione attuale. Se si tiene in conto questo costante flusso di profitti, le valutazioni non sono poi così esigenti”. 

Anzi, il settore tecnologico è l’unico all’interno del panorama azionario statunitense – nelle parole di Bhandari “fully valued” – che sembra convincere il gestore.

“Ci piace l'azionario”, commenta. “Recentemente abbiamo aumentato la nostra esposizione sull'equity. Gli utili di molte compagnie sono in crescita e il rischio politico, che inizialmente ci aveva costretti a stare lontani da questa asset class, è rientrato”. Secondo Bhandari, il mercato azionario sta uscendo da una recessione nei profitti. Negli ultimi due anni, fa notare, gli utili per azione globali erano cresciuti del 10%-12%, prima di crollare. Quest’anno però il trend sembra cambiato: i profitti vengono rivisti al rialzo oltre il 15% infatti.

“All'interno del panorama azionario, il Giappone offre molte opportunità, c’è poi l’Europa escluso il Regno Unito, e alcuni Paesi asiatici”. 

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Maya Bhandari
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