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Bce, Draghi metterà fine al Qe da dicembre

Bce, Draghi metterà fine al Qe da dicembre

Il consiglio direttivo della Bce ha effettuato "un'attenta revisione dei progressi verso un aggiustamento sostenuto nel percorso dell'inflazione" tenendo anche conto delle ultime proiezioni macroeconomiche dello staff dell'Eurosistema, delle pressioni sui prezzi e sui salari e delle incertezze che circondano le prospettive. Sulla base di questa revisione la Bce ha deciso di continuare a effettuare acquisti netti nell'ambito del Qe all'attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro fino alla fine di settembre. Dopo settembre, in base ai dati in arrivo che confermano le prospettive di inflazione a medio termine, il ritmo mensile degli acquisti di attività nette sarà ridotto a 15 miliardi di euro fino alla fine di dicembre, data in cui gli acquisti netti cesseranno.

In secondo luogo, il Consiglio ha confermato che reinvestirà il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario. Ciò contribuirà sia a condizioni di liquidità favorevoli sia a un orientamento di politica monetaria adeguato.

In terzo luogo, il Consiglio direttivo ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%.

La Bce si aspetta poi che i tassi restino sui livelli attuali almeno fino all'estate del 2019 e in ogni caso per il tempo necessario a garantire che l'evoluzione dell'inflazione rimanga allineata alle attuali aspettative di un percorso di aggiustamento sostenuto.

Il Consiglio direttivo ha poi precisato che le decisioni odierne di politica monetaria mantengono l'attuale ampio grado di accomodamento monetario che garantirà la costante e sostenibile convergenza dell'inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine.

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