Bardoni (B.Mediolanum), la 35enne che ha rappresentato i cf italiani al think tank di Efpa Europe - Citywire

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Bardoni (B.Mediolanum), la 35enne che ha rappresentato i cf italiani al think tank di Efpa Europe

Bardoni (B.Mediolanum), la 35enne che ha rappresentato i cf italiani al think tank di Efpa Europe

La finanza comportamentale è stata al centro del think tank Efpa a porte chiuse che, in occasione dell’annuale meeting, ha radunato a Venezia i rappresentanti del mondo dell’advisory dei Paesi europei in cui opera l’associazione.

“Quasi tutte le nazioni hanno scelto di sviluppare il tema della finanza comportamentale. È quello che, in assoluto, ha raccolto più adesioni” ha spiegato a Citywire Milena Bardoni (in foto), consulente finanziaria 35enne di Banca Mediolanum, scelta insieme a Nader Ossman (Fineco), per rappresentare i cf italiani certificati al confronto internazionale.

“La conoscenza dei bias dei clienti e l’organizzazione di un preciso piano di investimento condiviso, basato sugli obiettivi del risparmiatore e non sui prodotti, sono stati i punti fermi della riflessione” spiega la financial planner certificata (Efp). “Lo stimolo arrivato dai rappresentanti europei di Efpa (guidati dal presidente di Efpa Europe, Josep Soler, in foto) è stato quello di gestire l’emotività del cliente non solo in fase di discesa dei mercati, ma anche quando le Borse salgono. Sono poi emerse sensibilità diverse nei vari Paesi, in particolare da Regno Unito e Paesi Bassi dove sono già stati implementati i dettami di Rdr o Mifid”.

“Sul tema della robo-advisory, ad esempio, i delegati olandesi hanno suggerito come la consulenza automatizzata possa essere utile in una fase iniziale, di approccio da parte del cliente; quasi una fase propedeutica, educativa, prima dell’inizio del rapporto con il consulente in carne e ossa” approfondisce Bardoni.

“Non sono stata d’accordo, invece, col punto di vista francese che riteneva la robo-advisory utile in particolare per i clienti più giovani, i ragazzi oggi con meno disponibilità finanziaria” puntualizza la consulente. “Proprio loro hanno bisogno di un’advisory responsabile. Spesso sono figli o nipoti di altri clienti – e il nostro approccio tipico è seguire l’intera famiglia – e seguire meglio coloro che saranno i clienti del futuro eviterà gli errori commessi in passato dall’industria”.

“L’approccio olistico al cliente, l’essere utili a 360 gradi e presenti nella vita del cliente al di là dei momenti di consulenza finanziaria costituiscono le basi per un moderno atteggiamento da financial planner. Dovremo concentrare in una figura professionale le funzioni oggi svolte da commercialisti, notai, avvocati e consulenti finanziari” conclude Bardoni. “Sono un’appassionata di formazione e per me una certificazione di eccellenza è utile nel lavoro quotidiano. Avendo 35 anni ed essendo donna, nell’approccio col cliente devo colmare un gap di esperienza. E per farlo serve un livello alto di conoscenza. Non vorrei mai che un cliente, in virtù della sua larga esperienza, avesse la sensazione di saperne più di me nel mio ambito”

 

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