Il doppio aumento di capitale di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca sarà sottoscritto in buona parte dal Tesoro.

Per adeguarsi al piano di salvataggio concordato con Bruxelles, le due banche venete dovranno però mettere in campo, come è noto, un'importante ristrutturazione che potrebbe concludersi con la loro fusione e che passerà attraverso la cessione di alcuni asset un tempo stretegici.

Le tre controllate al centro dell'attenzione sono Arca Sgr (per cui abbiamo anticipato l'interesse da parte di Bper e Popolare di Sondrio di ottenere il controllo totale raggiungendo circa il 95% dell'azionariato), Bim (per cui da anni si vagheggiano vari interessamenti, tra cui quello del gruppo Intesa) e Prestinuova, specializzata in cessione del quinto dello stipendio. Senza dimenticare la dismissione di un importante lotto di immobili, tra cui le sedi di Milano e di Roma di Popolare di Vicenza.

La prima operazione a essere incardinate potrebbe essere la cessione di Arca, l'asset manager delle ex popolari guidato da Ugo Loser. L'operazione di acquisto da parte della Banca Popolare dell'Emilia Romagna e di quella di Sondrio, potrebbe rappresentare addirittura il volano per la lungamente discussa fusione tra i due gruppi.

Per Banca Intermobiliare, invece, si era parlato in principio di una dismissione a favore di Quaestio, la sgr del fondo di salvataggio Atlante. Il dossier, in mano all’advisor Lazard, sta riscuotendo diverse manifestazione di interesse, e per la banca torinese guidata da Giorgio Girelli, specializzata in servizi di private banking, si muoverebbero diversi fondi di private equity. Proprio oggi Bim ha a calendario un’assemblea concentrata sull’uscita dall’advisory nel segmento corporate, per focalizzarsi sul wealth management.

Appare invece più lontana e complicata la vendita delle controllate estere di Veneto Banca (Banca Italo Romena, Eximbank e le banche in Albania e Croazia), già da tempo sul mercato.