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Banche e trasparenza, si va verso la pubblicazione delle liste degli insolventi

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Banche e trasparenza, si va verso la pubblicazione delle liste degli insolventi

La trasparenza in economia e in politica non è più solo una bandiera del Movimento 5 Stelle. Adesso la richiedono a gran voce anche i rappresentanti dell’industria finanziaria, tra cui spicca il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) Antonio Patuelli, che in un'intervista al “Mattino” di Napoli ha chiesto a titolo personale che siano resi pubblici i nomi dei primi cento debitori insolventi delle banche salvate mediante intervento statale.

Prima fra tutte Mps, su cui si vota oggi in Senato il ddl del M5S per la commissione parlamentare d’indagine – non di inchiesta: quella sul fallimento delle banche spetta alla magistratura – sul dissesto finanziario della banca.

La proposta lanciata dal presidente dell’Abi ha riscontrato l’interesse del Tesoro e di Palazzo Chigi, e potrebbe presto farsi strada anche in Parlamento tramite un emendamento al decreto salva-banche che prevede fino a 20 miliardi per coprire le ricapitalizzazioni precauzionali, e il cui iter per l’approvazione inizia oggi a partire dal vaglio della commissione Finanze al Senato.

“Un’eccezione alla privacy”

Secondo Patuelli, la pubblicazione delle liste dei debitori insolventi “contribuirebbe a evidenziare più facilmente i casi di violazione di una norma che si chiama mendacio bancario, attualmente vigente e che si verifica quando qualcuno prende in prestito dei quattrini raccontando cose false alla banca a cui li chiede”.

Nel suo intervento, Patuelli auspica quindi un’eccezione alle attuali regole della privacy per i debitori insolventi. Ma non ce ne sarà bisogno: Antonello Soro, presidente dell’Autorità garante per la Privacy, ha precisato che le persone giuridiche (società e aziende) che non hanno restituito i propri debiti alle banche sulle quali è intervenuto lo Stato (come nel caso di Mps) non godono più di alcuna tutela sulla privacy dal 2011.

“In relazione alle dichiarazioni del Presidente dell'Abi, che auspica la pubblicazione dei nomi dei ‘debitori colpevoli’, va anzitutto precisato che la maggior parte di essi, in quanto presumibilmente persone giuridiche titolari della maggior parte dei grossi debiti incagliati, non gode più dal 2011 di alcuna tutela, almeno sotto il profilo privacy”, ha spiegato Soro in una nota alla stampa.

“Diverso è il caso – ragionevolmente residuale – che a ricevere quei prestiti siano state persone fisiche”, precisa Soro. “In proposito la legge – in primo luogo attraverso il segreto bancario – tutela la legittima aspettativa di riservatezza, che ciascuno deve poter avere nel momento in cui richiede ed ottiene un prestito”.

Sulla proposta del presidente dell'Abi Patuelli ha espresso parere favorevole anche la stessa banca senese: secondo fonti di Mps raccolte dall’Ansa, ci sarebbe la disponibilità a fornire la lista dei principali debitori insolventi “se venissero superati dei vincoli di tipo normativo che al momento non lo consentono”.

Il momento sembra essere propizio. Il sottosegretario al ministero dell’Economia Pier Paolo Baretta ha infatti parlato di “un bel segnale di moralizzazione che va raccolto e approfondito”, pur non essendo di facile realizzazione dal momento che incide su dinamiche concorrenziali e di mercato particolarmente delicate.

Baretta osserva tuttavia che “non c’è solo l’elenco degli investitori da rendere eventualmente pubblico, ma anche quello degli amministratori che hanno delle responsabilità per avere condotto le loro banche in questi anni e averle gestite spesso in modo tale da danneggiare i risparmiatori”.



 

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