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Banca Generali accelera sul private. Le parole dell'a.d Mossa sul futuro della rete

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Banca Generali accelera sul private. Le parole dell'a.d Mossa sul futuro della rete

Banca Generali offrirà un modello sempre più banca private. È questo il messaggio principale comunicato dall’amministratore delegato Gian Maria Mossa (in foto) durante il Mifid Day organizzato a Londra: un incontro con analisti e gestori in cui la Banca del Leone ha voluto fare chiarezza sull’effetto che avrà la nuova normativa europea sul modello di business. “Nell'ultimo anno abbiamo lavorato per la Mifid 2” e quindi “siamo pronti”, ha affermato.

Il numero uno dell’istituto ha spiegato di voler puntare sulla consulenza per la protezione del patrimonio, il controllo del rischio e la diversificazione di prodotto in funzione degli obiettivi, che anticipano le linee guida della direttiva Mifid 2. Il modello di servizio, commenta, “segue la tendenza affermata sul mercato italiano di consulenza non indipendente”.

In questo senso, ha approfondito il vice direttore generale (con responsabilità sul wealth management, mercati e prodotti) Andrea Ragaini “al fianco della consulenza finanziaria la banca ha introdotto un’advisory evoluta in grado di offrire servizi con un approccio di wealth management al mondo private retail (sugli asset finanziari e non finanziari direttamente e tramite qualificate partnership), con innovativi meccanismi di pricing inducement based (tradizionale, fee on top o fee only su prodotti amministrati)”.

Come ha illustrato Ragaini, in Italia infatti nel segmento private 8mila famiglie hanno asset finanziari superiori ai 10 milioni di euro (l'1% del totale pb e wm), 21mila famiglie tra i 5 e i 10 milioni (3%) e 600mila tra i 500mila euro (soglia minima del segmento private) e i 5 milioni (96%).

"La differenza basilare tra Mifid 1 e 2 è che la prima offriva al cliente delle fotografie delle varie e successive situazioni (questionario, costruzione del portafoglio, aggiustamenti...), mentre la seconda impone un flusso costante di informazioni”, ha aggiunto Ragaini.

“Abbiamo allargato il concetto di advisory a tutti gli ambiti patrimoniali, a partire dalle soluzioni gestite che rafforzano la diversificazione e la protezione dei portafogli, e abbiamo arricchito il valore della consulenza mettendo a disposizione delle famiglie servizi evoluti di wealth management e nell’analisi del rischio”, ha aggiunto Mossa.

Durante l’incontro è intervenuto anche il Coo, Riccardo Renna, per parlare della “trasformazione digitale” che sta cambiando il modo con cui Banca Generali si affaccia sul mercato. Su questo punto ha accennato alla piattaforma di advisory BGPA recentemente messa a disposizione della propria rete di professionisti per assistere in modo integrato e distintivo la propria clientela sull’intero patrimonio finanziario. Oltre a ciò, spiega Renna, “le iniziative già in corso prevedono una revisione dei processi bancari con l’obiettivo di instaurare un nuovo modello relazionale che passi da un sistema di processiverticali ad un processo E2E”.

Per quanto riguarda i trend di crescita della banca, le masse vengono stimate a 70 miliardi di euro al 2021 e si prevede che i prodotti di investimento (contenitori finanziari e nuova sicav) raggiungano un obiettivo superiore al 30% del totale amministrato, raddoppiando quindi rispetto ai 10 miliardi attuali.

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