AssiomForex18, Visco (Bankitalia): MiFID 2, la concorrenza nel risparmio gestito salirà - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati gratuitamente per ricevere le nostre email con le ultime notizie, le analisi e i commenti da Citywire Italia. Per registrarsi basta un minuto.

AssiomForex18, Visco (Bankitalia): MiFID 2, la concorrenza nel risparmio gestito salirà

AssiomForex18, Visco (Bankitalia): MiFID 2, la concorrenza nel risparmio gestito salirà

“La concorrenza nel mercato del risparmio gestito è destinata a crescere”.

Nella relazione presentata dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, questa mattina al congresso veronese di Assiom Forex spiccano alcuni passaggi in cui il numero uno della Banca d'Italia ha menzionato l’evoluzione del risparmio gestito all’interno dell’attuale panorama finanziario:

“La concorrenza nel mercato del risparmio gestito è destinata a crescere, così come la scala dimensionale necessaria per operarvi con profitto. I costi delle banche, su cui gravano spese ancora elevate per il personale, risentiranno degli improrogabili investimenti nelle nuove tecnologie digitali, finora contenuti”, spiega l’inquilino più importante di Palazzo Koch.

Uno dei fattori che scatenerà una concorrenza più movimentata all’interno dell’industria del risparmio gestito sarà, peraltro, la MiFID 2: “L’entrata a regime di nuove regole europee – sui requisiti di passività in grado di assorbire le perdite in caso di crisi e sulla prestazione di servizi di investimento e di pagamento – tenderà ad accrescere il costo della raccolta all’ingrosso, la concorrenza per alcuni servizi, gli oneri di compliance e quelli connessi con la necessità di assicurare la piena tutela dei clienti”.

Gli intermediari devono quindi agire su più fronti per recuperare reddittività e capacità competitiva: “comprire ulteriormente i costi; realizzare operazioni di aggregazione o iniziative di tipo consortile che consentano di sfruttare sinergie di costo e di ricavo; investire per cogliere efficacemente sfide e opportunità connesse con gli sviluppi del comparto fintech”, dice Visco.

Npl e banche

Per quanto riguarda  gli Npl, il governatore ribadisce quanto è già stato detto durante la prima giornata di Assiom Forex 2018:

“In rapporto al totale dei finanziamenti, il flusso di nuove partite deteriorate è sceso su livelli inferiori a quelli precedenti la crisi finanziaria; nel terzo trimestre dello scorso anno è stato pari all’1,7%”, si legge nella relazione.

“Rispetto ai massimi del 2015 il totale dei crediti deteriorati al netto delle rettifiche diminuisce da 200 a 140 miliardi, le sole sofferenze scendono da 86 a 60 miliardi”, aggiunge.

La riduzione dei crediti deteriorati va però ottenuta “con interventi che tengano conto delle condizioni di partenza, siano sostenibili e non producano effetti prociclici potenzialmente destabilizzanti; va assicurata la parità di trattamento tra intermediari che operano in contesti diversi, in particolare per efficienza e rapidità della giustizia civile, che in Italia vanno ancora accresciute”.

Europa e Italia

Alla luce degli avvertimenti che provengono con regolarità da Bruxelles e Francoforte, in merito alle politiche finanziarie e monetarie dell’Ue, il passaggio di Visco sull’Europa sembra quasi un "contro-monito". Il processo di riformare stenta ad avanzare, spiega: “Si è giunti a uno stallo tra le posizioni di coloro che ritengono prioritaria un’azione volta a ridurre i rischi macroeconomici e finanziari nei singoli Stati e quelle di coloro che invocano la rapida creazione di strumenti comuni di protezione contro le conseguenze di tali rischi in considerazione della mancanza o della limitata disponibilità di strumenti nazionali”.

Visco parla della “scarsa fiducia reciproca” che è giunta a condizionare la definizione di regole europee per la gestione delle crisi bancarie e a bloccare il completamento dell’Unione bancaria: “In questo contesto, regole più stringenti e meccanismi comuni di vigilanza e risoluzione non sono in grado di prevenire l’insorgere di crisi – anche solo di liquidità – né di contenere in maniera adeguata le conseguenze”.

Si potrebbero spostare a livello europeo alcuni importanti stabilizzatori automatici e affidare a quello stesso livello la responsabilità di condurre gli opportuni interventi di natura discrezionale, spiega: “È tecnicamente possibile introdurre questo ‘bilancio comune’ senza che, come paventato da alcuni, esso si trasformi in una fonte di trasferimenti permanenti a favore dei paesi strutturalmente più indebitati. Sarebbe un contributo importante alla riduzione dell’assimetria di una costruzione in cui la politica monetaria è unica e quella di bilancio frammentata”.

Tutto ciò non deve comunque “rilassare” i partiti politici italiani che si apprestano a formare il nuovo governo: “Per irrobustire la crescita nel medio periodo occorreranno passi ulteriori nelle riforme di struttura, nel miglioramento dei servizi pubblici, nella razionalizzazione e stabilizzazione della normativa fiscale. Non è questione di vincoli europei, riguarda lo sviluppo equilibrato, la forza stessa della nostra economia: un aumento del disavanzo pubblico non può sostituirsi alle riforme; rischierebbe di essere controproducente, visto che il problema del debito non può essere eluso. Anche senza i vincoli del Patto di stabilità, resta per noi l’esigenza di compiere scelte responsabili”, conclude.

 

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.