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AssiomForex18, Castagna (Banco Bpm): Fusioni, guarderemo a nuove opportunità dalla fine del 2019

AssiomForex18, Castagna (Banco Bpm): Fusioni, guarderemo a nuove opportunità dalla fine del 2019

Una seconda ondata di fusioni e acquisizioni sarà inevitabile: “Banco Bpm è partita in anticipo”, avviando il primo grande matrimonio bancario in Italia sotto il Meccanismo unico di vigilanza europea, “appositamente per essere pronta alla seconda ondata di aggregazioni”.

Grande ondata di aggregazioni che, nel caso specifico di Banco Bpm, potrebbe cominciare verso la fine del 2019 quando il gruppo sarà preparato “a guardare” a nuove opportunità, spiega l’a.d. Giuseppe Castagna a margine dell'Assiom Forex.

Il banchiere ha specificato che al momento la banca è concentrata sulla realizzazione del piano industriale e sulla crescita organica, ma ci sono buone prospettive visto che “la redditività sta tornando”. “Per ora guardiamo in casa nostra visto che una prima aggregazione l'abbiamo già condotta in porto”. La seconda ondata di risiko bancario per il top manager non sarà immediata “fatta eccezione per eventuali casi di crisi”, che tuttavia non vengono presi in considerazione.

Banco Bpm ha chiuso il 2017 con un utile netto pari a 558 milioni, contro la perdita di 1,6 miliardi realizzata nel 2016. Il dato, informa una nota, si riduce a 13,5 milioni al netto delle componenti non ricorrenti registrate nell'esercizio.

Castagna ha inoltre aggiunto che la banca sta lavorando per far partire la partnership con Cattolica Assicurazioni: si tratta della una partnership strategica di lunga durata nella bancassicurazione vita e danni annunciata recentemente al mercato e in merito alla quale l'istituto è in attesa delle autorizzazioni di rito.

Prosegue anche il programma di cessione di Npl, che Banco Bpm ha incrementato: “Per vendere o gestire siamo ben attrezzati, il grosso impegno è avere il capitale sufficiente che abbiamo peraltro già accantonato. Per ora ci siamo concentrati sui Gacs, poi se si aggiungono opportunità le valuteremo”.

Il nuovo piano di derisking del gruppo prevede infatti un aumento delle cessioni di crediti in sofferenza per circa 5 miliardi entro il 2020, portando pertanto le cessioni complessive a circa 13 miliardi, rispetto agli 8 miliardi previsti nel piano strategico.

 

 

 

 

 

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