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Archivio Antiriciclaggio, svolta in arrivo

Archivio Antiriciclaggio, svolta in arrivo

L'autore dell'intervento, avvocato, è vice direttore generale di Unione Fiduciaria

Dati e informazioni su rapporti continuativi e movimenti finanziari rilevanti ai fini antiriciclaggio potranno essere registrati nell’Archivio Unico Informatico o, alternativamente, essere conservati con qualsiasi sistema che ne consenta l’accessibilità, l’integrità e il mantenimento della loro storicità.

Lo prevede Banca d’Italia nel documento posto in consultazione il 31 luglio scorso e con il quale vengono dettate disposizioni specifiche per la conservazione e l’utilizzo dei dati e delle informazioni a fini antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo, secondo quanto previsto dall’articolo 34, comma 3, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90 con il quale l’Italia ha recepito la Quarta Direttiva antiriciclaggio.

Si può ben parlare di una vera e propria rivoluzione per il mondo degli intermediari bancari e finanziari che potranno ora decidere se mantenere il “vecchio” archivio unico informatico o passare ad una diversa modalità di conservazione dei dati.  

Il nuovo provvedimento offre, da un lato, maggiori possibilità di scelta e margini di riduzione dei costi per gli intermediari bancari e finanziari nell’adempimento degli obblighi antiriciclaggio (una sorta di liberalizzazione dell’adempimento) e, dall’altro, preserva però le prerogative della Banca d’Italia e dell’UIF in termini di agevole ricostruibilità dell’operatività dei soggetti vigilati.

Il documento è composto di 11 articoli e 4 allegati nei quali vengono specificati, tra l’altro, gli standard tecnici e le causali analitiche che dovranno essere presenti negli archivi.

Le nuove disposizioni, per le quali si prevede un periodo di consultazione fino al 1 ottobre prossimo, si applicheranno a decorrere dal 1 gennaio 2019.

 

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