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Antiriciclaggio: in arrivo i nuovi obblighi di adeguata verifica della clientela

Antiriciclaggio: in arrivo i nuovi obblighi di adeguata verifica della clientela

L'autore dell'intervento, avvocato, è vice direttore generale di Unione Fiduciaria

Non è ancora trascorso un anno dall’entrata in vigore del decreto legislativo 90 con il quale l’Italia ha recepito la quarta direttiva antiriciclaggio e già il Parlamento europeo ha approvato una proposta di direttiva, la quinta, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.

Banca d’Italia nelle scorse settimane ha posto in pubblica consultazione due provvedimenti attuativi del citato decreto 90; con il primo documento l’Autorità riscrive gli obblighi di adeguata verifica della clientela che banche ed intermediari devono porre in essere ogniqualvolta sottoscrivono un nuovo contratto bancario e/o finanziario con la clientela. Nel secondo documento Banca d’Italia tratta le delicate tematiche della governance in materia di antiriciclaggio con uno specifico focus sulla definizione dei compiti e delle responsabilità della funzione antiriciclaggio.

Come emerso nel corso del convegno tenutosi a Milano il 31 maggio scorso su iniziativa di Unione Fiduciaria, tra le novità destinate ad incidere in maniera più significativa sull’operatività degli intermediari vi è la prevista istituzione del registro dei titolari effettivi delle persone giuridiche e dei trust.

 

Sarà un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, a dover stabilire:

a) i dati e le informazioni sulla titolarità effettiva delle imprese dotate di personalità giuridica, delle persone giuridiche  private e dei trust da comunicare al Registro delle imprese nonchè le modalità e i termini entro cui effettuare la comunicazione;

b) le modalità attraverso cui le informazioni sulla titolarità' effettiva delle imprese dotate di personalità' giuridica, delle persone giuridiche private e dei trust sono rese tempestivamente accessibili alle autorità' competenti, tra le quali la Guardia di Finanza;

c) le modalità' di consultazione delle informazioni da parte dei soggetti obbligati (i.e. banche, intermediari, professionisti, ecc.) e i relativi requisiti di accreditamento;

d) i termini, la competenza e le modalità di svolgimento del procedimento volto a valutare la sussistenza dell'interesse all'accesso in capo alle autorità preposte al contrasto dell’evasione fiscale e a disporne l'eventuale diniego;

e) con specifico riferimento alle informazioni sulla titolarità' effettiva di persone giuridiche private diverse dalle imprese e su quella dei trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali, le modalità' di dialogo tra il Registro delle imprese e le basi di dati di cui è titolare l'Agenzia delle entrate. Per essi si intendono il codice fiscale ovvero, se assegnata, la partita IVA del trust e agli atti istitutivi, dispositivi, modificativi o traslativi inerenti le predette persone giuridiche e i trust, rilevanti in quanto presupposti impositivi per l'applicazione di imposte dirette o indirette.  

La Quinta direttiva si spinge ancora più in là prevedendo che alcune delle informazioni relative al titolare effettivo (nome, mese e anno di nascita, paese di residenza e cittadinanza) siano accessibili anche al pubblico. Resta da chiarire, in ogni caso, come verrà assicurato che il dato del titolare effettivo così acquisito venga trattato nel rispetto di quando prevede il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation), relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali.

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