Il servizio di consulenza in materia di investimenti in titoli, reso senza che sia ravvisabile alcun intervento/partecipazione del consulente/prestatore del servizio nella conclusione del contratto tra il cliente/potenziale investitore e la parte che promuove/emette i titoli, non è inquadrabile come attività di negoziazione/intermediazione esente da Iva.

È il chiarimento che arriva dall'Agenzia delle entrate (anticipato da ItaliaOggi il 9/2/18) con la risoluzione 38 di ieri.L'Agenzia dunque ritiene prendendo le mosse dalla giurisprudenza europea che nel presupposto che gli unici interlocutori della società istante siano costituiti esclusivamente dai propri clienti e che non vi sia alcun rapporto, sia pure indiretto e/o economico, con i soggetti che promuovono gli strumenti finanziari raccomandati, il servizio di consulenza in materia di investimenti fornito dalla società non è inquadrabile tra i servizi di intermediazione esenti da Iva ai sensi del combinato disposto dei numeri 4) e 9) dell'articolo 10, comma 1, del dpr 633/1972; quindi, i servizi resi sono assoggettati al regime di imponibilità Iva.