Ambrosetti18, Campora (Allianz): Arduo pensare i cf a vendere il Danni. Forse traino dalle banche - Citywire

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Ambrosetti18, Campora (Allianz): Arduo pensare i cf a vendere il Danni. Forse traino dalle banche

Ambrosetti18, Campora (Allianz): Arduo pensare i cf a vendere il Danni. Forse traino dalle banche

Un’atmosfera meno effervescente rispetto allo scorso anno e di maggiore studio di quello che è lo scenario in Italia mi sembra caratterizzare l’edizione del Forum Ambrosetti di quest’anno” ha commentato l’a.d. di Allianz Italia, Giacomo Campora (in foto), ospite abituale della tre giorni di Cernobbio.

“I partecipanti stranieri, soprattutto gli speaker che vengono costantemente e che meglio conoscono lo scacchiere internazionale, stanno guardando all’Italia con curiosità perchè il cambio di paradigma che è venuto con le elezioni non è stato ancora compreso”.

“Le domande che sono state fatte all’interno della sala, quando riguardavano l’Italia, sono state spesso schivate dagli oratori nazionali, ma lo storico britannico Niall Ferguson, ad esempio, ha reiterato la domanda sulla sostenibilità del debito italiano: la paura è che l’Italia non voglia onorare il debito che ha contratto. Cosa che francamente, sia come cittadino italiano sia come Allianz, ritengo una domanda lunare”.

Non c’è alcun dubbio che l’Italia abbia la forza economica per continuare a onorare i debiti contratti” puntualizza il responsabile italiano del primo gruppo assicurativo europeo. “Naturalmente, come per tutte le economie, il debito è qualcosa in divenire: non è come una famiglia che ripaga il mutuo. Un’economia nazionale genera debito, lo ripaga, poi genera debito nuovo e così via. Quello che è molto importante – e da monitorare – è la spesa per interessi, un costo chiaramente non produttivo, e ovviamente non è positivo che aumenti al crescere dello spread bpt-bund”.

“Come Allianz non abbiamo il minimo dubbio sulla sostenibilità del debito italiano o sulla sua qualità. Poi naturalmente, come tutti, assistiamo e guardiamo all’evoluzione dei mercati e alle scelte di politica economica del Governo”.

Non collegherei le valutazioni delle agenzie di rating che hanno anche una competizione tra di loro” sottolinea Campora. “Le più importanti sospendono il giudizio e aspettano i fatti prima di emettere variazioni sul merito di credito. Quello di Fitch di pochi giorni fa, se non ho capito male io, è stato il tentativo di anticipare le mosse di Standard&Poor’s e Moody’s”.

“Quello che veramente importa, comunque, è il divario che si crea tra ‘investment grade’ e ‘non investment grade’. Portare un Paese sovrano dell’area euro a non investment grade è un’operazione praticamente impossibile: ci vorrebbe una serie di circostanze non applicabili a un’economia potente come l’Italia. Con tutto il rispetto, sono più discorsi di clima che reali”.

Riguardo al mondo consulenti finanziari e assicuratori e al loro rapporto, di cui Campora è certamente uno dei massimi esperti italiani, essendosi occupato a lungo di entrambi i comparti, l’a.d. di Allianz Italia ritiene “non possibile per qualcuno che è uno specialista di consulenza di investimenti diversificare la propria competenza parlando di assicurazioni di rischio puro, come le assicurazioni Danni”. Da mesi infatti si parla dell’estensione della produzione assicurativa in mano ai consulenti finanziari, con un allargamento dal solo ramo Vita a quello Danni.

“Esistono però” puntualizza Campora “determinati tipi di assicurazione che sono nel maggior interesse dell’investitore come ad esempio le assicurazioni per invalidità, che consentono l’autonomia nel lungo termine, nonché le più tradizionali assicurazioni sulla vita in caso morte che sono a protezione anche del patrimonio: costano molto poco e andrebbero proposte”.

“Sta di fatto che è molto difficile che un financial advisor si occupi anche di consulenza assicurativa. Quindi, sebbene Allianz potrebbe anche desiderare un’evoluzione di questo genere, oggettivamente non vediamo un simile sviluppo dell’industria”.

“Nelle banche tradizionali invece” distingue l’a.d. italiano del colosso tedesco “il ramo Danni sta diventando un ulteriore filone di sviluppo dell’attività di contatto con la clientela. E, siccome le banche tradizionali tendono ad avere una forza d’indirizzo molto potente, potrebbe essere che, tra tre-quattro anni, siano proprio i nostri financial advisor a chiederci di avere un po’ più di consulenza assicurativa”.

“Qualcosa si vede” prosegue Campora, citando l’esclusiva di Citywire Italia: “Carlo Balzarini, che abbiamo appena nominato responsabile del wealth management di Allianz Bank, è un ritorno molto gradito alla nostra rete, avendo fatto ‘un bagno in Arno’ nella nostra spa, sta proponendo qualcosa di questo tipo. Vedremo, non sono sicuro”.

“Per quanto riguarda invece l’ibridazione tra agenti assicurativi e prodotti finanziari è una veste mentale e una partita molto lunga che Allianz sta vincendo avendo iniziato questo tipo di percorso cinque anni fa, anche grazie ai mercati favorevoli”.

“La mia intenzione, ora che sono amministratore delegato anche della compagnia assicurativa, è quella di riportare un po’ più di prodotti Vita tradizionali all’interno dell’offerta. Certo con grano salis: magari quelli di nuova generazione che si possono disegnare oggi con le nuove regole dell’Ivass”.  

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